Negli ambienti di lavoro la tenda non è una scelta di arredo: è il dispositivo che tiene sotto controllo la luce naturale. E non è una questione di gusto, perché il comfort visivo nei luoghi di lavoro è disciplinato da norme precise, che pongono vincoli su come le postazioni devono essere illuminate e protette. In questo articolo vediamo cosa chiede la normativa, come si distinguono abbagliamento diretto e riflesso, come si legge la scheda tecnica di un tessuto e quali criteri seguire per scegliere una tenda tecnica per uffici che funzioni davvero, tutti i giorni.
Il riferimento principale in Italia è il D.Lgs 81/08 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), che nell'Allegato XXXIV dedicato alle postazioni con videoterminale richiede che i luoghi di lavoro siano illuminati in modo adeguato e che le postazioni siano collocate in modo da evitare riflessi e abbagliamenti sugli schermi. La norma UNI EN 12464-1, che disciplina l'illuminazione dei posti di lavoro in interni, entra nel merito dei parametri: livello di illuminamento, uniformità, controllo dell'abbagliamento e resa cromatica della luce.
Da qui derivano due indicazioni operative che entrano direttamente nella progettazione degli spazi. La prima: la luce naturale va privilegiata, ma va anche regolata, perché una finestra non schermata produce contrasti eccessivi tra superfici molto chiare e superfici in ombra. La seconda: la postazione con monitor non deve avere una sorgente luminosa intensa nel campo visivo, né davanti né alle spalle.
Attenzione a un equivoco comune: nessuna norma prescrive una tipologia di tenda. Il vincolo è sul risultato - niente riflessi sullo schermo, niente abbagliamento diretto, illuminazione regolabile - quindi la scelta tecnica resta al progettista, ma non è libera: una vetrata esposta senza sistema di schermatura regolabile è, in pratica, un requisito non soddisfatto.
Sono due fenomeni diversi, e chi progetta ambienti di lavoro tende a trattarli come se fossero lo stesso problema. Così facendo si sceglie il tessuto sbagliato e si ottiene un ufficio con le tende sempre chiuse.
È la luce solare che entra negli occhi o sul piano di lavoro: rende faticosa la lettura e costringe ad alzare lo sguardo verso zone troppo luminose. Si risolve con una schermatura che riduca la luminanza della finestra, tipicamente un tessuto tecnico filtrante abbassato anche solo parzialmente. È il problema delle esposizioni a sud, delle postazioni orientate verso la finestra e delle vetrate continue.
Qui il meccanismo è diverso: lo schermo è una superficie lucida che riflette ciò che gli sta dietro. Basta che la finestra o la tenda chiara si trovino alle spalle dell'operatore e sul monitor compare un'immagine luminosa che abbassa il contrasto dei caratteri. In questo caso non serve oscurare: serve controllare la parte di finestra che entra nell'angolo di riflessione, orientare la postazione a 90 gradi rispetto alla finestra e utilizzare tessuti con un buon grado di apertura visiva.
Nella maggior parte dei casi conviene schermare la parte alta della finestra, dove entra la componente più aggressiva della radiazione, lasciando percepibile la parte bassa dell'esterno. Si ottiene così il risultato tecnico - niente riflessi, niente abbagliamento - mantenendo il contatto visivo con l'esterno, che è la ragione per cui le persone alzano le tende quando non c'è nessuno a impedirlo. È anche il motivo per cui una veneziana a lamelle orientabili è spesso più adatta di una tenda a rullo in una postazione con monitor.
È il passaggio che distingue un progetto tecnico da una scelta di colore. Le voci che contano nelle schede tecniche dei tessuti per schermatura sono poche, e tutte misurabili:
Il confronto tra due tessuti, quindi, si fa su questi numeri, non sulla cartella colori: due tessuti visivamente identici possono comportarsi in modo opposto davanti alla stessa vetrata. Su richiesta forniamo le schede tecniche dei tessuti dei sistemi Mottura che trattiamo, così la scelta si fa su dati verificabili.
Una schermatura ben scelta riduce l'energia che entra attraverso il vetro nelle ore di sole pieno, e quindi la potenza necessaria a raffrescare l'ambiente. La differenza sostanziale è tra schermatura interna ed esterna:
Nei progetti più esposti - facciate vetrate continue, spazi vetrati a sud o a ovest - la soluzione corretta è spesso la combinazione delle due: una schermatura esterna fissa o motorizzata per il carico termico, più una schermatura interna regolabile per il controllo puntuale della luce sulle postazioni. Nella stagione fredda, poi, la tenda interna contribuisce a limitare la dispersione e l'effetto di spiffero percepito in prossimità della vetrata.
Nella pratica conviene affrontare la scelta in quest'ordine, perché ogni passaggio restringe il successivo.
Quando l'ambiente è aperto al pubblico - uffici con accesso di clienti, sale corsi, studi medici, hotel e ristoranti - i tendaggi devono essere realizzati con tessuti fuocoritardanti e accompagnati dalla documentazione di reazione al fuoco prevista dalla normativa. È un requisito che conviene fissare in fase di capitolato: dopo l'installazione diventa un problema da risolvere.
Allo stesso modo va prevista la manutenzione. Le tende degli ambienti di lavoro si puliscono o si lavano periodicamente, e i trattamenti ignifughi possono perdere efficacia con il lavaggio: la documentazione del tessuto indica le modalità consentite e i cicli sostenibili. Negli studi medici e negli ambienti sanitari si aggiungono le esigenze di igiene, che orientano verso tessuti poco soggetti a trattenere polvere o verso soluzioni facilmente spolverabili.
Ci sono situazioni in cui la tenda interna non basta. Su facciate vetrate estese, su superfici esposte al sole per molte ore consecutive, sui terrazzi e sulle coperture di spazi aggregativi, il sistema corretto è la schermatura esterna: tende a rullo per grandi vetrate e sistemi antivento, dimensionati in funzione della superficie e del vento della zona. In questi casi vanno verificati anche i regolamenti comunali e condominiali, perché l'installazione di schermature esterne può essere soggetta a vincoli.
Negli uffici la schermatura solare è un requisito tecnico prima che estetico: il D.Lgs 81/08 e la UNI EN 12464-1 chiedono ambienti illuminati correttamente e postazioni libere da riflessi e abbagliamenti, e la scelta della tenda è il modo in cui quel requisito viene soddisfatto. Abbagliamento diretto e riflesso sul monitor sono problemi diversi e richiedono rimedi diversi; la scelta del tessuto si fa sui dati della scheda tecnica, non sul colore; e la movimentazione va decisa insieme all'installazione, non alla fine.
Se stai progettando o ristrutturando un ufficio, puoi partire dalla guida alle tende per ufficio con le tipologie e i contesti di applicazione, oppure completare il ragionamento sugli altri comfort degli ambienti di lavoro: le pellicole solari per il controllo della radiazione sui vetri esistenti, i pannelli fonoassorbenti per il comfort acustico, l'arredamento completo degli spazi di lavoro. Per un confronto tecnico sulle tue vetrate puoi contattarci: effettuiamo il rilievo delle misure e prepariamo un preventivo su misura.