La sala riunioni è l'ambiente dove la schermatura delle vetrate lavora di più e con le richieste più contraddittorie. Nella stessa stanza, nello stesso pomeriggio, si alternano una videocall che ha bisogno di un viso ben illuminato, una presentazione che richiede buio, una riunione tradizionale in cui serve vedere fuori. Una sola tenda deve rispondere a tutte e tre le situazioni, ed è per questo che le sale riunioni sono l'ambiente in cui gli errori di scelta si pagano più a lungo.
In un ufficio operativo la schermatura ha un compito prevalente, legato alla postazione di lavoro. In una sala riunioni gli scenari d'uso sono almeno quattro e convivono nella stessa giornata:
A questo si aggiunge un vincolo pratico: nessuno ha voglia di alzarsi per regolare le tende, e chi entra in sala non sa in quale posizione trovarle. Da qui una conseguenza progettuale precisa: in una sala riunioni la schermatura deve essere motorizzata e regolabile per scenari, non manuale. È il punto su cui si decide se il sistema verrà usato o resterà fermo.
Il difetto che si nota più spesso nelle riunioni a distanza non dipende dalla webcam: dipende dalla vetrata alle spalle di chi parla. Se dietro il soggetto inquadrato c'è una finestra molto più luminosa del viso, l'esposizione automatica della telecamera si regola sullo sfondo e il viso diventa una sagoma scura. Lo stesso accade quando la stanza è inondata di luce e i volti risultano sovraesposti o con la carnagione alterata.
La soluzione non è il buio, che anzi peggiora la qualità dell'immagine e affatica i partecipanti presenti. Serve ridurre la luminanza della vetrata alle spalle dell'inquadratura, mantenendo la stanza illuminata e i volti leggibili. In pratica:
Se la sala ospita videocall in modo continuativo, conviene definire uno scenario "videocall" con la tenda in una posizione preimpostata: chi entra preme un tasto e trova la stanza già nelle condizioni giuste, senza dover improvvisare.
Con un proiettore il requisito cambia radicalmente: per avere contrasto sullo schermo serve un ambiente poco luminoso e, soprattutto, privo di luce diretta che colpisca la superficie di proiezione. Non basta un tessuto filtrante: in questo caso si utilizzano tessuti oscuranti, con sistemi che limitano le infiltrazioni di luce sui bordi.
È un punto spesso trascurato: una tenda oscurante montata a filo muro lascia passare luce ai lati, e quel filo di luce è sufficiente a rovinare il contrasto. Dove l'oscuramento deve essere spinto si valutano soluzioni con guide laterali e cassonetto chiuso, che tengono il telo aderente al serramento. Se la sala ha lucernari o finestre di forma irregolare, la soluzione adatta sono le tende plissettate, che seguono anche le geometrie non rettilinee.
Diverso è il caso della presentazione su monitor o lavagna interattiva: qui non serve il buio, serve eliminare il riflesso sullo schermo. Vale la regola generale descritta nell'articolo su comfort visivo e criteri di scelta: si scherma la parte alta della finestra e si orienta il tavolo, senza oscurare la stanza.
Non esiste una tenda migliore in assoluto: esiste la tenda coerente con gli scenari della stanza. Le tipologie che si prestano meglio:
Sulle facciate più esposte, dove la vetrata è ampia e il sole batte per ore, conviene affiancare alla schermatura interna una schermatura esterna: le tende a rullo per grandi vetrate intercettano la radiazione prima che attraversi il vetro e riducono il carico termico che altrimenti renderebbe la sala difficile da climatizzare.
È il capitolo che distingue una sala riunioni funzionante da una sala con le tende sempre chiuse. Oltre ai comandi manuali a catenella o argano, i sistemi Mottura si motorizzano con motori cablati e con motori a batteria, questi ultimi particolarmente utili quando si interviene su una sala esistente senza aprire tracce nei muri.
Il valore aggiunto, in una sala riunioni, sta nella gestione per scenari: un comando unico che abbassa tutte le tende della stanza nella posizione giusta per la proiezione, un altro che le riporta nella posizione "videocall", un altro ancora che le apre per la riunione tradizionale. I motori possono essere integrati in un sistema di gestione dell'edificio, con le tende che si muovono in base alla luminosità rilevata da sensori e che seguono la programmazione della sala. Su sale con più vetrate, la regola pratica è che tutte le tende si muovono insieme: una sala in cui due tende su tre sono abbassate è una sala che nessuno regolerà mai correttamente.
Due attenzioni tecniche: prevedere i finecorsa corretti per non far lavorare il motore in battuta, e verificare la presenza di ostacoli (mensole, corpi illuminanti, tende a pacchetto vicine) in fase di rilievo, non in fase di collaudo.
Chi progetta sale riunioni sa che il secondo problema, dopo la luce, è il suono. Superfici vetrate, pareti lisce e tavoli ampi generano riverbero: le voci si sovrappongono, la comprensione cala, e nelle videoconferenze il microfono capta la stanza invece di chi parla. Le tende tecniche in tessuto pesante contribuiscono in misura limitata all'assorbimento, ma non sono un correttore acustico: la correzione si progetta con pannelli fonoassorbenti specifici per sale riunioni o con divisori e pannelli per ambienti. L'ordine giusto è affrontare luce e acustica nella stessa fase di progetto, perché entrambe condizionano la disposizione del tavolo e delle postazioni.
Se la sala è accessibile a visitatori esterni, o se l'edificio è soggetto a normativa di prevenzione incendi, verificate i requisiti dei tessuti: in molti contesti sono richiesti tessuti fuocoritardanti con la relativa documentazione di reazione al fuoco. Va prevista anche la manutenzione: la documentazione del tessuto indica le modalità di lavaggio consentite e i cicli che non compromettono la prestazione.
Sul lato sicurezza dei comandi, nelle sale accessibili a utenti non abituali conviene preferire comandi a pulsante con posizioni predefinite rispetto a regolazioni libere, e prevedere che il movimento della tenda non interferisca con posti a sedere, schermi mobili o carrelli.
In una sala riunioni la schermatura non si sceglie in base all'estetica ma in base agli scenari: la videocall chiede di ridurre la luminanza dello sfondo senza spegnere la luce, la proiezione chiede buio uniforme e senza infiltrazioni, la riunione tradizionale chiede luce naturale controllata. La soluzione che tiene insieme queste esigenze è quasi sempre una tenda a rullo regolabile, con tessuto scelto su dati tecnici e con una motorizzazione che permetta di richiamare le posizioni con un comando unico.
Se stai progettando o ristrutturando una sala riunioni, puoi partire dalla guida alle tende per ufficio per le tipologie e i criteri di scelta, oppure contattarci per un sopralluogo: rileviamo le misure, valutiamo orientamento e scenari d'uso della sala e prepariamo un preventivo su misura. Per una valutazione rapida puoi anche richiedere informazioni sulle tende per sale riunioni.